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  • Dall’Alaska a Cattaragna, alla scoperta delle proprie origini

    Sono le tue radici che ti mantengono saldo quando soffia il vento… Anche quest’anno abbiamo avuto il piacere di avere con noi la cugina dall’America. Diane Calamari, discendente della famiglia Calamari di Cattaragna, ha raggiunto il nostro borgo a conclusione di un’escursione durata circa 25 giorni. Rientrata in Alaska, dove vive con il marito Brian, ci ha inviato il suo diario di viaggio…

    “Lo scorso inverno, mia sorella Judy a San Francisco trovò per caso, in una vecchia scatola, un piccolo incarto contenente una vecchia foto che ritraeva piccolo paese di montagna. L’emozione fu grande, anche se fu solo una conferma di quanto avevamo già scoperto l’anno prima. Dopo anni di ricerche, mia sorella e mia nipote erano riuscite infatti a risalire alle origini del capostipite della nostra famiglia: il bisnonno Isidoro, nato a Cattaragna e da lì partito per l’America nella metà del 1800.

    Calamar family at Cattaragna in October 2011
    Calamar family at Cattaragna in October 2011

    Così, in occasione di un viaggio in Italia nell’ottobre di quell’anno, accompagnata da Luciano e Loretta Garbi, ebbi l’occasione di visitare il paese e di avere contatti con alcuni discendenti della famiglia Calamari (a proposito, questo è il mio cognome originale, la “i” finale venne strategicamente tolta nel dopoguerra, quando molti italiani resero più “ americano” il proprio cognome: a quel tempo, infatti, le origini italiane non erano cosa di cui vantarsi negli Stati Uniti).

    E fu proprio in occasione di quel viaggio nel 2010 che venni a conoscenza della Via Francigena e della Via degli Abati, percorsi appenninici utilizzati dai monaci che si recavano in pellegrinaggio a Roma nel medioevo. Amo molto camminare e iniziò così a frullarmi nella testa l’idea di raggiungere Cattaragna… A piedi! Avevo voglia di conoscere la terra dei miei antenati, non attraversandola in treno o con altri mezzi, ma incontrando persone, sentendo il vento sul mio viso e affrontando salite e discese dei boschi e delle montagne. Non avevo mai percorso un tragitto così lungo da sola, e avevo una gran voglia di mettermi alla prova… Evidentemente il mio imminente sessantesimo compleanno mi diede quella scossa necessaria a far sì che potessi indirizzare le energie per la realizzazione del mio sogno…”

    Diane trascorre così l’inverno scorso a pianificare il suo viaggio, in totale circa 600 km di percorso lungo l’appennino tosco-emiliano. Partita da Sansepolcro (AR) lo scorso 25 agosto (in piena calura estiva, lo ricordate?), affronta temporali, fulmini, venti e bruschi sbalzi termici, che però non interrompono il suo passo energico e allenato. Unico compagno di viaggio, il suo inseparabile zaino contenente un sacco a pelo, un tappetino da campeggio, un impermeabile, un cambio completo, due litri d’acqua e un po’ di cibo, per un totale di 12 kg sulla spalle. Unica concessione tecnologica: un tablet (rivelatosi spesso inutile poiché, ahimè, la rete internet sugli appennini non è così efficiente…).

    “In Alaska, dove vivo, mi capita spesso di percorrere lunghe distanze in luoghi selvaggi e una delle cose che ho imparato è che bisogna vivere “alla giornata”. Ho certamente dovuto farlo durante il mio cammino verso Cattaragna e non mi sono mai preoccupata di ciò che mi sarebbe potuto accadere il giorno dopo. Ogni sera guardavo la mia mappa per scoprire il percorso per il giorno seguente… La mia vita diventò ben presto una semplice sequenza di passi, uno dopo l’altro, e la mia mente era concentrata solo su questo. Ero stupita di come fosse facile lasciarmi alle spalle l’altra vita e rilassarmi al ritmo naturale di ogni giorno.”

    Diane sugli appennini
    Diane sugli appennini

    Percorrendo una media di 25 km al giorno, fermandosi solo all’imbrunire per dormire in rifugi o in ostelli (raramente Bed & Breakfast, spesso nella sua tenda), Diane giunge a Pontremoli a metà settembre e da lì intraprende la Via degli Abati, con una diversione a Bardi per raggiungere finalmente Cattaragna… “Dopo una rinfrancante sosta a Coletta e una deliziosa cena all’Osteria di Bosconure, finalmente la mattina di domenica 23 settembre raggiunsi Ferriere, da dove telefonai a mia cugina Elena che con mia grande gioia era già a Cattaragna ad aspettarmi… Potevo finalmente pensare di avercela fatta! Ero così eccitata dal fatto che avrei raggiunto la mia meta che ripresi immediatamente il mio cammino… Casaldonato, Caserarso, il Mercatello e poi giù a Costa e Curletti. Percorrevo i sentieri che Isidoro Calamari e Luigia Casella, i miei bisnonni, avevano percorso tanti anni prima. Ho provato una pura e autentica gioia a camminare sulle stesse strade e finalmente scorgere, oltre il costone, Cattaragna in lontananza. Mi sentivo anche molto fortunata al pensiero di avere amici e familiari che mi aspettavano.

    Arrivo Diane
    Arrivo Diane

    Ero ormai a poche curve dal paese quando Elena, sua figlia Lucia e Angela mi hanno raggiunto. E tra abbracci, baci e lacrime, abbiamo raggiunto il paese. Ho trascorso tre giorni a Cattaragna, nella casa a suo tempo abitata dalla famiglia detta “Boschi”, la casata da cui proveniva il mio bisnonno. Le cattive condizioni meteorologiche di quei giorni mi hanno permesso di riposare, di apprezzare gli ottimi piatti cucinati da Paolina, da Angela e Alfredo. Seduta sotto il portico del circolo di Cattaragna, il mio pensiero andava spesso agli emigranti, è difficile immaginare di lasciare il proprio paese per affrontare l’ignoto… La curiosità spingeva certamente i giovani a lasciare la propria terra, ma come doveva essere dura per i genitori veder partire i propri figli che spesso non rivedevano più… Chissà quante volte Isidoro avrà guardato con nostalgia la foto del suo paese natale… È stata per me emozionante anche la visita del piccolo paese di Boschi, da dove partì nel 1790 il capostipite della famiglia Calamari (da qui il soprannome della famiglia, n.d.r.) per trasferirsi a Cattaragna ad occuparsi delle terre della moglie. Per me, cresciuta nel cuore dell’America senza una vera storia familiare, vedere in quei piccoli cimiteri i ritratti delle persone che probabilmente hanno vissuto insieme ai miei antenati è stata un’autentica emozione!”.

    Diane a Cattaragna 1
    Diane a Cattaragna

    Dopo una tappa a Coli e Bobbio, Diane ha trascorso qualche giorno ancora a Cattaragna dove, in occasione della Festa della Madonna del Rosario, tutta la comunità riunita nel nostro circolo ha potuto salutarla e augurarle buon viaggio.  “Non sono mai stata brava a salutare, ma questa volta è stata più dura che mai.” Claudio Gallini di Coletta, Carmen ed Emanuela dell’Osteria di Bosconure, Ornella Calamari di Boschi, sono solo alcune delle persone che Diane cita nel suo diario di viaggio… “Ho portato con me in Alaska tutti i volti e i nomi delle persone che ho incontrato lungo il cammino, anche persone sconosciute che ho incrociato, che mi hanno indicato la strada o con cui ho conversato piacevolmente, anche solo per poche ore. E, naturalmente, non posso dimenticare i tanti amici ritrovati a Cattaragna, mi è impossibile citarli tutti.”

    Diane a Cattaragna 2
    Ciao Diane a presto!

    Il ricordo del profumo della pasta di castagne preparata da Gino ed Alfredo e il calore della nostra gente riscalderà il lungo inverno di Diane in Alaska? Noi pensiamo di sì, così come ci auguriamo che Diane abbia portato con sé la piacevole e rassicurante sensazione che in qualsiasi momento lo desideri, possa tornare a sentirsi come a casa, nel nostro piccolo angolo di appennino da cui partì il giovane Isidoro, 150 anni fa…

    Ciao Diane e arrivederci al prossimo anno!

    [Pubblicato su Montagna Nostra nr. 4 / 2012]

  • Una serata tra amici

    Anche quest’anno è arrivato ottobre e ha portato la prima domenica del mese, che per noi di Cattaragna significa la festa della Madonna del Rosario.

    È una ricorrenza antica, affonda le sue radici nella storia, addirittura fino al tredicesimo secolo e alla fondazione dell’ordine dei Domenicani, i primi a diffondere la preghiera del Santo Rosario tra i cristiani. Per noi di Cattaragna una ricorrenza importante da sempre, una delle date che scandiscono il calendario di un piccolo paese: per la nostra gente e per i nostri avi significava e significa preghiera di buon auspicio per il raccolto delle castagne, frutto importante e prezioso per il sostentamento della comunità nei secoli e per noi, che di questa comunità siamo figli.

    Nei gesti del rito, che eseguiamo quasi senza accorgercene, portiamo la Madonna in processione fino alla “cappelletta” e, mentre preghiamo, cantiamo e ascoltiamo le parole del parroco, possiamo vedere sullo sfondo le nostre montagne,e soprattutto i boschi di castagni. Quest’anno il raccolto non è stato felice, in un anno così strano dal punto di vista meteorologico non potevamo non attenderci qualche ricaduta negativa. In questo tempo siamo più fortunati, la vita delle nostre famiglie non dipende più dalla farina di castagne, però per chi negli anni ha continuato a produrla, con tanta passione e sacrificio, e per chi si è riavvicinato a quest’attività solo da qualche anno, è stato difficile nascondere il rammarico.

    Sperando che tra un anno l’esito della raccolta sia migliore, non è per addolcire l’amarezza o per cercare qualcosa di buono a tutti i costi che ricordiamo la serata del 6 ottobre, ma perché è giusto registrare e raccontare un altro evento positivo vissuto al circolo. E, ancora una volta, un successo superiore alle attese.

    Una serata di liscio è sempre un piacevole traino quando l’autunno, se pur mite, è appena iniziato, e Michele con la sua fisarmonica è un compagno di viaggio storico per il nostro circolo. Ma la serata ha offerto anche altri sapori, oltre al classico bicchiere da bere in compagnia, fra un ballo e l’altro: a chi è venuto a trovarci (numerosi anche quelli di fuori paese, i “furesti”, come li abbiamo sempre chiamati), è stata riservata la degustazione della polenta di castagne (la “pasta”), con ricotta e salame cotto, offerti interamente dal circolo. E questo gesto, che può sembrare insignificante, ha trasformato una sera come tante in una vera e propria serata tra amici, in cui agli ospiti che hanno fatto tanta strada per venire a trovarci è stato offerto qualcosa di speciale: sapori della nostra terra, della nostra gente, in un’idea di gratuità che solo l’amicizia può sottintendere. Ed è davvero piacevole e gratificante constatare che gli amici sono stati tanti, e che sarebbero venuti a trovarci comunque. Speriamo che la polenta di castagne sia stata percepita come un piccolo premio, e che sia stata davvero compresa l’idea dietro al gesto: un altro passo in un cammino (che confidiamo sia lungo) in cui il successo non si misura solo dal profitto che se ne ricava, ma in cui il vero utile è il sorriso che si riceve in cambio, la voglia di stare insieme, il senso di ospitalità e di comunità che si rafforza.

    Ora che siamo entrati nell’autunno vero, ora che abbiamo visto la prima neve imbiancare le montagne, è difficile non lasciarsi prendere da un pizzico di malinconia. Saranno pochi i camini a sbuffare fumo, lo sappiamo bene; pochissime le persone che si muoveranno per le strade e animeranno Cattaragna, da qui alla prossima primavera.

    Lunghi mesi in cui viene buio presto e tanti di noi saranno lontani, in case confortevoli in cui non dobbiamo pensare ad andare a prendere la legna per alimentare il fuoco, o portare da mangiare alle galline o ai conigli.

    Però c’è una cosa su cui anche noi, che siamo lontani e abbiamo Cattaragna nel cuore, possiamo contare: che, se in un fine settimana qualunque ci sarà bel tempo e se le strade saranno pulite (facendo attenzione ai sassi e magari al ghiaccio!), se avremo voglia di andare a scaldare la casa a Cattaragna, magari anche solo per controllare che non siano gelati i tubi dell’acqua, se il sabato sera dopo cena o la domenica andremo verso la chiesa a fare due passi, ci sarà una luce accesa e un posto caldo e ospitale ad accoglierci: il nostro circolo, un punto di riferimento per noi di Cattaragna, ma anche per chi vive nei paesi vicini, o per chi deciderà di fare una gita sui nostri monti.

    Perché le serate tra amici si fanno sempre, anche se non sono sul calendario degli eventi (sul sito internet o su Facebook).

    Perché a Cattaragna il circolo c’è tutto l’anno. I volenterosi che lo tengono aperto anche.
    E vedrete che le serate tra amici sono facili da organizzare.
    Servono solo gli amici.

    Noi ci siamo.

    Caldini Maurizio

    [Pubblicato su Montagna Nostra nr. 4 / 2012]

  • Un abbraccio a Maddalena

    Maddalena
    Maddalena compie 103 anni

    L’arzilla nonnina della foto è Maddalena Cervini che il 27 settembre ha compiuto 103 anni.
    Fino all’anno scorso ha abitato a Cattaragna, suo paese natio, dove ha cresciuto tre figli che poi si sono trasferiti chi a Milano chi a Piacenza. Legata da sempre a questi luoghi, ha amato profondamente la sua casa, la sua chiesa e le sue montagne.

    Maddalena è la più anziana della frazione e probabilmente una delle più longeve del comune di Ferriere. L’abbiamo festeggiata alla Casa per Anziani “Maruffi” di Piacenza nel giorno del suo compleanno memori dei suoi insegnamenti, del suo spirito energico e di una vita sempre attiva.

    Auguri nonnina !!!

    I tuoi familiari

    [Pubblicato su Montagna Nostra nr. 4 / 2012]

  • Scapoli – Ammogliati

    E’ stata una partita di calcio sul filo del rasoio quella che si è disputata a Salsominore sotto il sole di un sabato pomeriggio d’Agosto che vedeva come giocatori scapoli e ammogliati.

    Al termine della gara il risultato era pari sul 5 a 5 e solamente dopo aver tirato dal dischetto del rigore si è potuto decretare vincitori gli scapoli!

    In serata nel paese i giocatori e il folto pubblico sono stati accolti con pizze da mangiare tutti insieme.

    In seguito, per stare in compagnia con un pizzico di allegria,  grazie al prezioso contributo di Massimiliano e Stefano, abbiamo cantato e ballato con il karaoke.

  • Festa sotto le stelle di..PINTE

    Sotto un cielo stellato che ha accompagnato tutte le nostre iniziative, lunedì 13 agosto abbiamo dedicato una serata alla disco dance anni ’70 – ’80 – ’90 con il dj Vaccari, che ha guidato il folto gruppo di provetti ballerini in una serie di danze sfrenate che hanno echeggiato in tutta la Val d’Aveto fino a tarda notte.

    Ovviamente il circolo non ha lasciato i numerosi amici, provenienti da tutti i paesi della vallata, “a bocca asciutta”: la cucina ha lavorato a pieno regime con stinco, grigliate, hamburger e formaggio fritto; dietro il bancone, la birra a caduta scorreva a fiumi, per la gioia degli avventori.

    In una notte di agosto, lontani dall’afa della città, rinfrescati da un leggero vento, ci siamo ritrovati tutti insieme per un evento che non dimenticheremo.

    Visto il successo ottenuto, vi aspettiamo ancora più numerosi l’anno prossimo, per trascorrere insieme un’altra grande serata di musica e divertimento.

     

  • Nuove leve…crescono!

    Quest’anno, per la festa di Sant’Anna, tutti i bimbi del paese si sono impegnati molto:

    il Sabato preparando i biscotti per tutte le famiglie del paese,

    la Domenica distribuendoli a tutti sul sagrato della chiesa dopo la processione.

    Nel pomeriggio si sono cimentati nei giochi preparati da Elena, Michele e Lucia.

    Fra i bambini si è intrufolato anche qualche adulto (solo di età anagrafica) che ha deliziato il pubblico con le sue performance.

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